Nelle foreste dimenticate dai nostri occhi inchiodati sulle curve di madame Tecnologia Viscere si fanno macellare nel nome di una pseudo chirurgia Grida di sgomento svaniscono nel canto impotente di Madre Natura Di conseguenze immortali è inciso con lame il futuro Nei nostri villaggi via dai nostri telefoni che ci bevono l’intelligenza Via dai 4G,…
Le madri cantano una ninna nanna
(dopo il genocidio del 1994 in Ruanda) Le madri cantano una ninna nanna Mentre la notte cala sugli alberi Tagliando fuori le ombre. Le voci suadenti s’insinuano e si attorcigliano Attorno agli arbusti e all’erba alta Che celano montagne di corpi decapitati E il luccichio dei machete Che hanno squarciato gole urlanti. In questi campi…
Poetra Ama Asantewa Diaka
Poetra Ama Asantewa Diaka è una giovane e combattiva artista ghanese, che vive tra il Paese africano e gli Stati Uniti. Ci tiene a non essere imprigionata nella definizione di “poeta” o “scrittrice” – piuttosto preferisce indossare i panni di “storyteller” dal momento in cui questo termine “offre un più ampio spettro dei modi in…
Donna naturale
Quando è stata l’ultima volta che hai toccato la testa calda di una donna Affondato la mano tra i suoi capelli Attorcigliato i suoi ricci naturali tra le dita O solcato le sue file di trecce Come se stessi solcando dei campi di granoturco Quando è stata l’ultima volta che hai visto la vera bellezza…
Salam
Salam… No, non ho detto slam ho proprio detto salam Salam come “che la pace sia con voi, signori e signore” Prego affinché non conosciate mai l’haram Io lo conobbi all’alba della mia quarta primavera Il topolino passò, ma non mi prese solo i dentini dell’età Quanti anni ho? Presto ne avrò 12, già O…
Una vita come un’ombra
È come morta, fantasma sul nascere La furiosa cacofonia del silenzio continua Guarda il muto vagito degli assenti La festa è finita prima della musica; si sente nuda Seduta sul cammino della sua vita, la follia le sorride La danza dei ricordi, caleidoscopio di momenti rubati Le immagini lacerano il suo cuore Mangia un riso…
Autoritratto
Questo è il ritratto di una donna che è nata nel dolore… e si strugge per cambiare… Una donna dalla bellezza ruvida… una non facile da prendere, nascosta dietro tutte le piccole beghe quotidiane… un tipo di donna ribelle… così ribelle da spingermi fuori dalle porte del paradiso… e con così tanti problemi da farmi…
Lei era seduta
Lei era seduta Vista di spalle Sembrerebbe comodamente Ma bisognava guardarla in viso Per vedere che aveva pianto Che nel suo cuore Un tornado senza nome Aveva strappato L’unica rosa del giardino Sembrava pacifica Immersa in un altro mondo Tra dei perché E dei come Eppure era stata vigile Fuggendo quando un’anima maschile Si avvicinava…
Picchiare per amore
Il tuo pugno mi ha colpito in viso Sono rimasta sotto shock Senza muovermi né urlare La prima volta che è successo Dicesti che mi picchiavi perché mi amavi Mi hai incolpata Non ricordo d’aver sbagliato Il tuo gioco d’azzardo e le bevute Il tuo andare a donne, il flirtare I tuoi problemi e preoccupazioni…
Il dolore di una madre
Tu che hai conosciuto la guerra Con il suo volto più crudele Tu che giorno dopo giorno hai guardato in faccia la morte Vestita nel suo abito orribile Girarti senza tregua intorno Prendere sotto i tuoi occhi Marito, figli e tutta la famiglia Vorrei vederti cantare e ballare! Tu che hai visto la tua famiglia…