Roberta Turkson – Robbie Ajjuah Fantini

La carriera di poetessa di Roberta Turkson è iniziata nel 2011, una via di fuga dal dolore causato dal fallimento del suo più grande sogno, aprire un ristorante tradizionale ghanese a Nashville. “Con molto tempo a disposizione e tanto dolore nel cuore, mi son data alla scrittura che si è poi trasformata in poesia“.

Roberta, nata in Ghana e residente in Tennessee da trent’anni, è orgogliosamente autrice di “Talking Robbish“, una breve raccolta di poesie in cui esterna le sue esperienze personali, le sue emozioni e i suoi punti di vista. I componimenti presenti nel libro riguardano principalmente il tema dell’amore e delle relazioni nella loro stranezza, includendo “una buona dose di humor, talvolta spinto“. Per questo può capitare che alcuni versi offendano o scandalizzino i lettori. “Quando questo si verifica, si tratta semplicemente della brutale verità o della cruda realtà che mi capita di associare a ciascun componimento. ‘Talking Robbish’ può semplicemente invitare a rilassarsi e a saltare dentro una pozzanghera come farebbe un bambino. Ma può anche esplorare il dolore e le avversità della vita, la paura e il potere liberatorio dell’amore, la speranza e la perseveranza“.

Secondo Roberta, la poesia ha il potere di spronare i suoi lettori “ad andare oltre allo sguardo distratto rivolto agli avvenimenti di tutti i giorni e ad afferrare, invece, ciò che si lasciano sfuggire“.

Considero la poesia un mezzo per mettere a nudo la verità in ogni contesto in cui possa essere nascosta. La sua forza principale, secondo me, è che è in grado di raccontare i fatti esattamente per quel che sono.

Inoltre, rappresentare i valori dell’Africa – come ad esempio il senso di comunità e di supporto, l’accogliente e caloroso senso di inclusione – e al contempo accettare il suo Paese ospitante (gli Stati Uniti), è di fondamentale importanza per la poetessa. Recentemente ha allacciato rapporti con alcuni scrittori ghanesi, con cui al momento lavora ad un progetto a Jamestown (Accra), mirato a organizzare dei workshop di lettura e di scrittura creativa per i bambini. “Incoraggiamo a vicenda il nostro amore per la scrittura condividendo il nostro lavoro su una piattaforma comune, con gioia e spirito critico“.

Roberta è riuscita a rimettere in piedi il suo ristorante di cucina tipica dell’Africa occidentale. Dal suo punto di vista essere una poetessa è in un certo modo simile al mestiere del ristoratore: “Sia i miei lettori che i miei clienti devono godersi ciò che gli presento. Per questo faccio in modo che se ne vadano associando al piatto ghanese una sensazione di generosità e cordialità; e allo stesso modo, che nei miei componimenti notino la purezza impalpabile della risata di un bambino, o lo squallore di una bottiglia di plastica che galleggia di fianco a uno yacht elegante in un ondeggiante mare azzurro-verde“.

Link all’intervista originale in inglese

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