L’Africa

Aggiungo al mio scritto qualche litro con parole patriottiche
ma questo non placa la sete di pace dell’Africa

Non voglio più sentire sottosviluppo
perchè riguarda l’emergenza
ho scritto chilometri e chilometri ma l’Africa è rimasta alla stessa distanza
quando si parla di kilowatt e di kilowatt nella lingua corrente
certi posti possono restare senza corrente
se ci chiamano popolo è perchè siamo consapevoli di tutto
faccio del mio scritto un monumento
le sviluppo viene dal turista
popolo di crisi non opulento
il che mi rende tanto triste
anche quando tuo padre non lo conosci sei un po’ come lui
quando non gli do’ la mano lei cola con me questo mi rende isterica
molto lavoro
le pallottole perdute hanno una destinazione sempre in partenza
si muore con la nostra determinazione

vedo questa vecchia
le labbra secche il volto pallido
i suoi figli la sfregiano e ridono
Le fanno subire un’ablazione cervicale
Ogni taglio è di un valore inestimabile ma lei è patetica
i suoi capelli rossi la sua stranezza
vista la sua magrezza
sembra uno scheletro coperta di pelle umana
annega ma ha sete

È forse un miraggio ricostruire questa donna?

Le prigioni sono piene ma le violenze aumentano
sempre gli stessi problemi di odio, di guerra, di educazione troppo costosaa
a forza di non abbassare le braccia si finisce con le mani in alto
non voglio più combattere senza ricostruire
per cancellare i rimpianti il mondo deve ricrearsi
i talenti nascosti sognano di essere sul palco
i loro fan fedeli i loro riflessi
è in questo specchio che saranno famosi
senza fine i nostri rimpianti
quelli che se ne vanno presto sono i nostri più cari
per mancanza di cure tanto dolore c’è sulle nostre labbra
come i paesi ricchi s’impoveriscono per i paesi vicini
non dirò tutto per timore che me lo si rimproveri

vedo questa vecchia
le labbra secche il volto pallido
I suoi figli la sfregiano e ridono
Le fanno subire un’ablazione cervicale
Ogni taglio è di un valore inestimabile ma lei è patetica
i suoi capelli rossi la sua stranezza
vista la sua magrezza
sembrauno scheletro coperta di pelle umana
annega ma ha sete

***
Africa [L’Afrique, di Hélène Beket]
Traduzione di Michela Mengoli

 
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