Io sono Chacona

A Chacona giacciono vite mutilate della vita.
In quelle prigioni di belve, il sangue ha nutrito ancora i suoi eredi.
A Chacona
Il crimine ha soffiato il suo vento funesto
Dove queste tredici vite di vivere han cessato.
Chacona
Dove il gufo reale allunga i tentacoli per asfissiare il suo popolo.
Chacona
A ciascuno, il gatto fa le fusa con la propria disumanizzazione e
sventrando la gioventù del suo popolo attraverso le grinfie mortuarie del proprio esercito.
Io sono Chacona
Sono questa gioventù sfregiata nell’intimo della sua anima.
Io sono Chacona.
Sono quel popolo agonizzante
Assetato di pace
Affamato di cambiamenti.
Sono l’anima altera
Attanagliata dal fervore di gridare
“Basta”
Io sono Chacona
La voce che innalza la voce della disperazione.
Io sono Chacona
Ho imparato dal Nilo, patriarca eterno, che il suo potere manca di affetto sincero
Che nel suo cuore nuotava la disumanizzazione con la melanina pronunciata.
Ho imparato dal Nilo che la storia ha una memoria.
Il popolo non è stupido.
Chacona! Chacona!
Il cinismo si è fatto posto nella carne e vi è vissuto.
Chacona! Chacona!
Affinché mai più la mia Africa venga prosciugata impunemente di queste valide braccia.
Chacona! Chacona!
Affinché un nuovo sole si levi sulla mia terra fattrice.
Pace all’anima loro
E pace alle nostre coscienze omicida.
Io sono Chacona.

***
Questo poema è dedicato ai 13 giovani ragazzi rimasti vittime della violenza di Stato in Congo Brazzaville dove, nel commissariato di polizia di Chacona, hanno trovato la morte – per cause non accertate – nella notte tra il 23 e il 24 luglio 2018.

Io sono Chacona  [Je suis Chacona, di Emerence Stéphanie Kacou]
Traduzione di Giovanna Molinelli

 
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