La mia vita di donna

La mia Vita di Donna, una storia infuocata,
in questo mondo patriarcale, sono risvegliata.
Sgorgano le rime, parole come fiamme,
echi delle lotte femministe che mi animano, anima.
“Sono padrona del mio corpo e del mio destino”, dice Richine Masengo,
una verità che si insinua traboccante dentro di me.
Mi rifiuto di essere sottomessa, oggetto di una società svalutante,
mi alzo, lotto, con passione e audacia.
Donne ispiratrici, pilastri del mio percorso,
Wangari Maathai, Oprah Winfrey, Constance Yai, amori miei.
I loro pensieri illuminati, fari nella notte,
mi hanno guidato alla ricerca della mia vera essenza, della mia vita.
In questo testo crudo, senza trucco, senza velo,
denuncio le oppressioni, gli abusi che mi incrinano.
Sono più di un corpo, più di una sagoma,
sono uno spirito libero, un’anima alla ricerca.

Il cosiddetto sesso debole? Una totale assurdità,
perché io sono una tempesta potente, che non crollerà.
Spezzo le catene della sottomissione,
per incarnare la rivolta, l’emancipazione.
La mia vita di donna non è un lungo fiume tranquillo,
dalla testa ben rasata ai capezzoli stuzzicanti,
non sono solo una fica o un paio di tette,
sono una persona intera che merita stima e rispetto.
Nell’intimità rivendico il piacere,
senza vergogna, senza tabù, lo voglio avere.
Poiché la mia sessualità non può essere ridotta
a un ruolo di sottomissione, di compiacenza subìta.
Il mio corpo è mio, le mie scelte sono libere,
“Il femminismo cessa di essere una questione dal momento in cui hai il coraggio di condurre la vita che hai scelto”, afferma Fatou Diome.
Mi oppongo all’oppressione, chiedo la parità,
in questa società patriarcale che cerca di angariarmi.

La mia Vita di Donna è una ricerca incessante,
libertà senza compromessi, voce squillante. Slammo, proclamo i miei pensieri più crudi,
per combattere norme, pregiudizi, controversie.
E così la mia penna si alza, vibrante di autenticità,
Da Donna ribelle,
continuerò a slammare, senza pietà.

***

[Su gentile concessione dell’autrice]

Traduzione di Maria Luisa Vezzali

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