Il vuoto dell’eros

I

Planare nei cieli dei miei sogni
Vagabondare sulla bruma della mia essenza
Percorrere i prati sognanti della mia giovinezza
Contemplare i miraggi di famiglie in nascere
Frugare in silenzio i grembi delle donne
Gemere nel loro cuore tramortito dalla sofferenza
Di una vita impastata di amarezza e sopportazione
Nascosta nell’ombra dei rimpianti
e della solitudine in cadenza.

La mia odissea sentimentale
riversata nel fangoso stagno
dai coccodrilli viziosi e canaglie
Mai rivivere l’amore dei prati della mia giovinezza
Crollati.

Il battello sognatore di sentimenti nubili
I clamori oceanici che cullavano i miei sogni puerili
dei miei calori prematuri confidenti sottili
Estasiarsi nelle mie notti di fantasmagorici abbracci

L’amore vuoto del mondo dalle gambe aperte
Addomesticare il verde maestoso di disseminati giardini
Le facce ipocritamente girate
Amore verso il basso ventre attorcigliato
Affettuosamente mortale e velenoso
Amore ingenuo che non resiste ai tormenti maliziosi
Afflizioni disoneste di torelli astuti
Principi azzurri scherzosi e festaioli

Trasportate nelle praterie di diavolesse
Un’avventura incerta, sonnambulica
Campi che ristorano desideri
carnali, degli occhi, del cuore, del mondo, esorbitanti
Parure magnifiche, scintillanti, seducenti
Silhouette magiche, luminose, cangianti, eccitanti
Vento di porpora scintillante e lussureggiante
L’amore vuoto nell’abisso che risucchia

II

L’amore smisurato mortificato
L’amore altruista strangolato
La regola d’oro di mia madre ampiamente sovrastata
Le virtù comunitarie immolate
Il trono del vivere insieme estromesso
dalla creazione della mia civiltà puttana ed egocentrica
Meravigliosamente in stand-by di una sensibilità
divoratrice dei miei costumi pietosamente smussati

L’amore smisurato decaduto
Il mostro dell’ego sopraffatto e acuto
Della mia selvaticità posticcia
Lasciare eredi fantocci
Costruire le armi del mio destino
Del dio sole carbonizzare
i miserabili misteriosamente avvolti
nella loro postura di eterni sacrificati.

***

Il vuoto dell’eros [Désert d’éros, di Marcelle Koutchoukalo Tchassim]
Traduzione di Michela Mengoli

 
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