Carezze di mamma

In un’area del villaggio pulita e ordinata,
difficilissima da raggiungere in auto,
sedeva un folto gruppo di anziane.
Dalle loro bocche spuntavano pipe o bastoncini,
che si muovevano di quando in quando, quasi all’unisono.
Ogni tanto si udiva un sospiro, qualche sguardo si volgeva al cielo.
Alcune sedevano col mento appoggiato su una mano,
gli occhi tristi.
Alcune parlavano.

“A questa età dovrei stare con i miei figli e le loro mogli,
con le mie figlie e i loro mariti.
Dovrebbero essere loro a occuparsi di me,
dopo il sudore, il sangue, le lacrime che ho versato,
giorno e notte,
quando erano malati,
quando soffrivano, quando erano tristi.”

“Ho sofferto per metterli al mondo,
ma il dolore si è tramutato in felicità quando ho visto nei loro occhi la vita che
avevo custodito dentro di me,
Provavo gioia nel vederli crescere, diventare adulti.
Ho pianto quando se ne sono andati per cominciare la loro nuova vita;
mi rallegravo quando venivano a trovarmi;
cucinavo per loro,
e loro mangiavano, parlavano e ridevano;
Penavo quando li vedevo in difficoltà,
esultavo quando superavano una situazione difficile.”

“Ora me ne sto qui da sola,
uno sconosciuto che si dice profeta, nel nome di Dio
mi ha accusata di essere la causa dei loro problemi –
gridando ‘Lode al Signore’, diceva,
‘Vostra madre è una strega, vuole la vostra morte’
Solo perché sono vecchia, vedova, debole e indifesa;
sono diventata la piaga del villaggio,
solo perché ho povertà e sofferenza scolpite in faccia.
Come potrei fare del male al sangue del mio sangue?
Alle vite che ho partorito io?
Sono vecchia, ma non pazza.”

“Ora non vedo i miei figli, non vedo i miei nipoti;
La famiglia di mio marito mi ha dimenticata.
Ho un dolore che mi rode dentro, costantemente;
Lo sento qui, nel cuore, nella pancia,
e mi consuma, un poco alla volta –
Un dolore tremendo…”

“Morirò, e allora sarà troppo tardi per le scuse.”
Eppure amo ancora i miei figli;
Li sento tra le mie braccia,
Li vedo ridere di gioia,
Vivo nella speranza che un giorno qualcuno mi chiami ancora ‘Maame’ –
Un dolore tremendo…”
E continuavano a parlare
“Gli uomini non vengono chiamati stregoni quando diventano vecchi,
Loro sposano donne più giovani, continuano la vita di sempre.
Che colpe hanno le donne?
Forse amano troppo,
Sacrificano troppo, oppure provano emozioni troppo forti.
Forse sentono troppo .”

Un giorno quell’amore, quel sorriso, quelle
carezze di mamma non esisteranno più
e qualcuno piangerà –
Un dolore tremendo.

***

Carezze di mamma [Mother’s Touch, di Mariska Araba Taylor-Darko]
Traduzione di Stefania Gliedman

 
Link alla versione originale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *