Affamata

Sono affamata di un amore che il mio Paese non può offrirmi.
Voglio un amore
che correggerà i miei errori ancor prima che li commetta
Un amore che abbia mappato le possibilità della mia esistenza
e creato spazio per ognuna di loro
Un amore che non esiga che io strepiti per identificarmi come nera
perché possa nuotare nella piscina dell’opportunità
Un amore che non esiga che io eccella nell’esprimere
quanto stia in alto sulla graduatoria olimpica del bisogno per meritare un sostegno
Un amore che non esiga che io possegga un archivio di dolore
per essere degna d’integrazione
Voglio un amore
che non esiga che io lavori come se ci fossero due me
dentro questo corpo solo per essere visibile
Un amore che non mi richieda di essere
contemporaneamente incinta e balia
cercando di spremermi dal corpo un fottuto nirvana solo per la mia diversità
Voglio un amore
che non mi richieda di essere ridicolmente poliedrica
per essere almeno un minimo attrezzata per la sopravvivenza
Un amore che non aspetti che un altro corteggiatore canti le lodi del mio genio
per riconoscere il mio valore
O ancor peggio, che sia morta
Sono affamata di un amore che il mio Paese non può offrirmi,
esattamente come il bianco anela a uno sfondo su cui risaltare.

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[Su gentile concessione dell’autrice]

 Traduzione di Maria Luisa Vezzali

Link alla versione originale

 

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