Eburnie

Nel clamore della sera è stata liberata.
Dai suoi degni figli coccolata.
Figlia confortata, ha conosciuto il suo miracolo ivoriano e da fosche predizioni è arrivata.
Celata dai suoi caftani da ragazza facile, ha bevuto il calice del multipartitismo fino alla feccia, avidamente.
A passo indolente, violentata, rassegnata, sotto il cruccio delle sue turpitudini si piega.
Cammina sotto i canti del sole dei suoi figli carbonizzati.
L’anima colma di fuoco…
Eburnie!
Eburnie!
Diavolo! Dove si nasconde la tua vegetazione da sogno di Pace?
Eburnie!
Eburnie!
Il tuo veliero di pace, ebbro, nell’oceano delle utopie si è smarrito.
Eburnie!
Eburnie!
I tuoi figli, fedeli artigiani del tuo disonore.
Le tue figlie dilaniate da sogni infranti ti forgiano con l’inchiostro delle loro sofferenze.
La ragione dei tuoi dirigenti, imprigionata nel carcere del cinismo, dove gli sputi rossi del mitra fischiano a squarciagola lasciando fiorire ossari e seminando il terrore nelle coscienze atrofizzate e avvizzite.
Eburnie!
Eburnie!
Da quale imeneo sei estasiata?
O indignazione!
O vergogna!
O decadenza morale!
Le nostre genti pullulano di martiri e i nostri seggi presidenziali sono pieni di SANGUE e si perpetuano nel sangue degli innocenti.
La bella Eburnie, figlia unica della sua prestigiosa vita di un tempo, si descrive nella prostituzione.
Soffocando le sue virtù originali,
impallidisce per i suoi giorni vitali.
Mia bella Eburnie!
Mia dolce Eburnie!
Tra due silenzi la colomba mi ha sussurrato:
Forza, figli della Terra eburnea.
Marciamo al passo degli elefanti che nel fiume della pace si dissetano.
Forza eburnei, alziamo le nostre voci verso la solidarietà.
Figli della Terra eburnea.
Rechiamoci alla fonte della dignità.
Figli della Terra eburnea, scrutiamo gli orizzonti della fioritura.
Noi siamo il fascio sfavillante dello slancio nuovo del battello d’avorio.
O Eburnie!
O Eburnie!
Bella terra fonte di latte, che attira gli affamati di tutto il pianeta
Offri il tuo sorriso d’avorio a chi di nettare è alla ricerca.
Terra eburnea, meraviglia della concezione divina
Indossa di nuovo il tuo vestito d’avorio eburneo
e convoliamo a nozze per celebrare la tua primavera.
O Eburnie!
Mai più parteciperai al ballo in maschera delle serate sanguinarie!
Lontano da te, l’odore lacerante del disaccordo.

***
Eburnie, o Terre d’Eburnie, è il nome con cui veniva designata la Costa d’Avorio, ricca – in passato – di elefanti e, appunto, di avorio.

Eburnie [Eburnie, di Emerence Stéphanie Kacou]
Traduzione di Giovanna Molinelli

 
Link alla versione originale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *