Una vita come un’ombra

È come morta, fantasma sul nascere
La furiosa cacofonia del silenzio continua
Guarda il muto vagito degli assenti
La festa è finita prima della musica; si sente nuda

Seduta sul cammino della sua vita,
la follia le sorride
La danza dei ricordi,
caleidoscopio di momenti rubati
Le immagini lacerano il suo cuore
Mangia un riso amaro
Lo sfondo della sua anima è nero
Sopra questi occhi sono fissi

In lei rantola il suo cuore a pezzi per la paura
La sua mano diventa polvere, i suoi polmoni si svuotano
Il suo corpo gettato contro la parete avvizzisce
Il suo alito fetido é acido
La speranza ha ormai una ruga

Le voci che si sollevano la murano, è così sola
Il suo corpo piange, l’anima geme, lo spirito parte
Si vede seduta, diventata improvvisamente vecchia
La gioventù è fuggita in una notte
È avvolta dalla nebbia

Vorrebbe correre con loro sul ponte
Dare loro la mano e applaudire alle loro prodezze
Ma glielo impediscono e svaniscono, se ne vanno
Come ombre fuggenti, abbandonando le loro promesse

I loro passi tacciono,
le loro voci si spengono, lei muore
Sorride al vederli vecchi
Felicemente sposati, un miraggio
Patteggia con la morte per sprofondare
La sua felicità fu ingannevole,
il fuoco ne ha distrutto l’immagine

La morte fa parte della vita
La vita si é fatta ribrezzo
Il ribrezzo ha ucciso il desiderio
Il desiderio di perire è terrore.

Una madre muore alla morte dei suoi figli
Continuare a vivere è una battaglia
Le sue viscere si inaridiscono, domani è oggi
Piange per colei che non intende

Allora anziché consolare, piangiamo!
Affinché le nostre lacrime innaffino la terra che la porta
I nostri cuori in orazione, siano il riconforto!

***
Una vita come un’ombra  [Une vie comme une ombre, di Anne-Corinne Bissouma (Liéma Bissouma)]
Traduzione di Roberta Felisari

 
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