Oltre il caos

Sono
Ferita aperta bruciatura
Frammento di vita fatta uomo
Sono
Fragilità dolore e vuoto
Avidità aridità dell’uomo
Grido silenzio abisso
Silenzio di tomba sigillata
Sullo stupro della mia vita depredata
Sul fetore indicibile
Del segreto dei miei rispettabili giustizieri
Sull’ipocrisia la menzogna la violenza
La vergogna lo scandalo l’orrore l’innominabile
Sono caos dietro il mio carapace
Tumulto boato gemito silenzio
Sono
Allora voglio essere e tacere per sopravvivere
E far tacere per vivere

Bruciatura breccia stupro dolore fetore
Riempire il vuoto con tutte le sozzure
Tutti i bagliori del mondo con tutte
Le striature
Ricomporre con ogni pietra della mia prigionia
Una polifonia musicale di un altro mondo
Di un altro tempo di un’altra vita
Sono l’incomprensione
Mistero di un essere unico
Sono la germinazione
Sono il miracolo
Sono…
E vivo

***

Oltre il caos [Au-delà du chaos, di Germaine Kouméalo Anate]
Traduzione di Luciana Pepino

 
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