Alberi luce

«Avendo aperto gli occhi,
l’uomo diceva:
Vedo persone.
Assomigliano ad alberi,
e camminano

Alberi che camminano!
Non vedono dove mettono i piedi
Hanno gli occhi rivolti verso il sole
Così camminano a testa in su

Alberi che camminano!
Non sanno dove posare il piede
Hanno la chioma agitata dal vento
Così si pestano i piedi

Alberi con le scarpe!
E’ una cosa che fa cinguettare le allodole!
Storcere il naso alle margherite!
E le nuvole sulle loro teste
muoiono dal ridere
Una pioggia di risa

Un albero
è fatto per mettere radici
tuffare tentacoli ciechi
nell’oscurità della materia originaria
nelle profondità fatali
di un mondo in decomposizione
dove gli uni si nutrono
della putrefazione degli altri

Nella giungla sotterranea
focolare dell’inutile e dell’insignificanza
è là che il miracolo è fecondato
sulla faccia vangata
della terra incredula
La vita punta il naso frondoso
per significare
l’avventura del grano seminato
sulle orme della speranza

Gli alberi
fanno sogni
quando gli uccelli passano la notte
nei rami addormentati

Gli alberi
hanno tante stagioni nei capelli
tante strade negli occhi
testimoni del passare del tempo
complici del passo degli uomini

Gli alberi
sono il legame
l’intersezione
il tratto d’unione
alla confluenza di essenza e sostentamento
tra il passato e il futuro
il gesto e la promessa
il seme e il frutto

Frutti che stanno morendo
per il desiderio e la fatica degli uomini

Albero piantato nella storia
e il divenire dell’uomo
dal cominciamento
al ricominciamento
albero della tentazione
albero della redenzione

Vedo persone
Assomigliano ad alberi
che affondano le radici nel cielo
loro
vedono dove mettere i piedi
sanno dove posare il piede
per dare frutti di luce
Frutti che restano!

***

Alberi luce [Arbres lumières, di Marie Kétline Adodo]
Traduzione di Maria Luisa Vezzali

 
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