Lo specchio infranto: insegnare alle persone a odiare se stesse…

Chi sei?
Sono Angel
No, davvero, chi sei?
Sono George
Smettila di scherzare!
Sono Hanson, Ferguson, Manson, Johnson, Ellison
Sono uno zombie

Perduto tra i meandri della mia gente
della mia identità, del mio retaggio
Sono l’essere nero-bianco senza anima
che si aggira tra gli schermi del materialismo
nonostante la mia distruzione

Sono l’ombra nello specchio
perché il Sé non esiste più
per meritare di venire riflesso
Io sono chi sono, colui che non sa chi è
ma a cui non importa sapere chi è
perché dicono che chi sono sia Indegno

Accidenti, preferisco dire Angel
perché Adwoa Konadu Boateng è troppo lungo
Sono quell’essere la cui storia è stata sterminata
riscritta e coordinata per adattarla
alle inadeguatezze del mio io attuale

CNN e BBC presentano perfettamente
i frammenti del mio presente
una storia primitiva di guerre e povertà
Non voglio essere africana ora
non quando usano questi pezzetti
per raccontare tutta la mia storia

Sono cristiana, musulmana, buddista
Basta che mi liberi dai riti della giungla
del popolo di Tarzan
Sono la bella ragazza nera che brucia i suoi ricci
per una frangetta bionda
Non sono più il nero sbiancato
con la candeggina calda
Sono schiava degli aggeggi della mia epoca
Sono un individuo autonomo
non il NOI del mio passato ancestrale
Sono l’esperimento riuscito di una mente rimossa
e sostituita con un falso autolesionista

Io sono…
Uno zombie senza anima ma con uno spirito autodistruttivo
Io sono te e tu sei me
Ma come possiamo essere io te e tu me
se tu cerchi di sopraffarmi e io di divorarti?
Come può sopravvivere un NOI
quando lo sfruttamento è l’unico elemento
del nostro nuovo sistema programmatico?
Un sistema che ci permette di fruire
di un’istruzione all’occidentale
progettata per farci allontanare
da chi siamo veramente
Un sistema progettato per farmi fallire
sin dall’inizio
perché considero me stessa il riscatto
di quella povera gente
che per caso ha la pelle del mio stesso colore
Un sistema che assicura il mio indottrinamento
con la “scuola” dagli anni malleabili dell’infanzia
fino a consolidarsi con la maturità di robot programmati
Un sistema che mi assicura sia giusto
essere mentalmente schiava
perché è l’unico modo per sconfiggere
la mia congenita inferiorità

Sono il prodotto di un sistema che in chiesa predica
di amare il prossimo tuo come te stesso
ma non quando il prossimo tuo va in moschea
Sono il prodotto di un sistema
che reincarna gli avidi re del passato
che vendettero il proprio popolo
all’oppressione della schiavitù
solo che ora non si tratta di schiavismo ma di colonialismo
non colonialismo ma capitalismo

Lasciamo stare le etichette
basta che qualcuno venga sfruttato e altri siano pagati
ed è fatta
Sono il prodotto di un sistema consumista
che mi insegna a valorizzare l’esteriorità
elogiare la vacuità, temere quello che c’è dentro
e godere del vuoto sottostante
Sono il prodotto di un sistema che persegue il profitto
in ogni punto della terra, del cielo e dell’acqua
per poi inserire coloro che non traggono profitti
nel plotone di esecuzione del riscaldamento globale

Ti apprezzo per la grande capacità di imitare copie carbone
in riviste pre-condizionate
di come dovrebbe essere la bellezza
invece di com’è realmente un essere umano
Sono il prodotto di un sistema che mi spinge
alla follia disperata e alla solitudine
dell’odio verso me stessa fino al suicidio
perché ho i fianchi troppo larghi, la pancia flaccida
il mio naso non va bene
come una nave che ha perso la rotta
e l’ha ritrovata sulla mia faccia
Sono il prodotto di un sistema che prospera
nutrendosi d’odio sotto forma di doveri religiosi o umani
o solo perché non sopporta la forma della sua testa

Io sono te, tu sei me. Ma io non posso esser te né tu me
perché non sono in grado di dare a te e tu a me
in modo che io dia a loro e loro a noi
Questa è una forma di pensiero barbaro
basato sulla giungla, innaturale
certamente improduttivo e primitivo

Fisso intensamente la mia ombra nera allo specchio
La mia pesante massa incontrollabile di ricci
il mio brutto naso piatto
La mia lingua che si perde
se parla la lingua dei miei antenati
La mia anima a cui è stata strappata
la capacità di comprendere l’esigenza di unità della natura

La mia mente non può decifrare la verità di quel che ero
perché il mio passato è nascosto
E di chi sono perché il mio presente
mi viene rivelato in frammenti
tanto meno so dove sto andando
E vedo… non Angel, non Georges, non Adwoa né Kwedu
Ma una persona che odia se stessa così profondamente
che il Sé è eternamente perduto
nelle schegge spezzate di uno specchio infranto

***

Lo specchio infranto: insegnare alle persone a odiare se stesse… [The Broken Mirror: to Teach People to Hate Themselves… di Nana Akosua Hanson]
Traduzione di Pina Piccolo

 
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