Non voglio sposarmi mai

Non voglio sposarmi
Svegliarmi ogni mattina e vedere la faccia di mia mamma
dipinta di sonori schiaffi dai palmi di papà, fa male all’anima
Le cingeva il collo con le mani per prenderle la vita
Dio sa quanto l’ha picchiata

Mio papà non mangia cibo stantio
e mio papà è quel tipo pulito, sempre in ordine
preciso, curato, il classico uomo alla moda di Bristol
così la mamma ha dovuto lasciare il lavoro
mollare la sua vita e fare lavori a domicilio:
pompini, effusioni da letto sfruttando leve e controluce
cucinare e pulire

Ogni notte lui abusava sessualmente di lei
in svariati modi
fino a toglierle il fiato, incessantemente
Quello stesso fiato che le toglieva la mattina dopo
picchiandola anche se aveva fatto tutto bene
Mia madre era solo un manichino
che indossava ferite come sciarpe
e calci invece di camicie

Io, piccola bimba, sbirciavo tra i due cardini della porta
per guardare la mamma che implorava che la lasciasse stare
Quel che vedevo nei suoi occhi erano solo ferite nell’anima
Mia madre cadeva in ginocchio e pregava
come se Gesù dovesse prendere il posto di papà
Piangeva e urlava a Dio di prendersi le sue pene o la sua vita
Piangeva sempre

Quando la mamma disse che stava andando via
tutto ciò che papà rispose fu “Ciao, Felicia”
Non gli importava che lei stesse andando via
Dopo tutto era solo un perfetto nessuno
che nessuno era triste di veder partire
Ma poi mia madre non è poi mai partita
e questo per i suoi figli

Mia madre non ha sposato un uomo
ha sposato la violenza
Girata e rigirata come una trottola
Era al suo servizio tutto il giorno
e comunque la notte le squarciava la cervice
L’amore era andato e lei aveva perso la fiducia
e la capacità di parlare, a forza di nascondere
le prove delle due azioni, eppure lui non si pentiva

Il suo corpo era una mappa
Ogni linea un sentiero, una strada di classe
una via verso una città
Ogni città, un ricordo d’amore e dolore
Il suo amore era un rapper e lei era tutto il suo pubblico
I segni dei suoi pugni erano sofferenze d’amore nascoste
Il corpo, l’ego, l’amore,
lo spirito e l’anima di lei
erano un mucchio di cicatrici incasinate

Non voglio mai sposarmi
A volte mi chiedevo perché rimanesse.
Ma se solo il dolore non facesse male
se si potesse tornare indietro nel tempo senza rimpianti
L’uomo di cui si era innamorata era cambiato
era diventato uno squilibrato
Ha lasciato che lui avesse il coltello
dalla parte del manico e che stabilisse
ogni quanto le fosse permesso di non poterne più di lui

Tutto questo mi cambiò
Mi girava nella testa di giorno, di notte
e proprio non trovavo pace
La mia famiglia veniva presa in giro
la gente spettegolava perché il matrimonio dei miei
era diventato un incontro di boxe

Lei aveva perso il suo gusto per la moda
il suo stile erano maniche lunghe
occhiali scuri e trucco pesante
Notti lunghe di chiacchiere piene di risate
erano ora un disastro
Ma mia madre non si è mai arresa

Mio padre era un cocainomane
e quando lei si lamentava
lui la prendeva a schiaffi e urlava
“Me ne sbatto di quello che pensi!”
Quindi un’altra guancia bluastra e un labbro rotto
perché lei aveva cercato di distoglierlo dall’ennesima sniffata
Fu troppo tardi quando realizzò
che i suoi cieli blu erano diventati grigi
e i suoi ricordi erano svaniti

Mia madre era incinta
eppure mio padre la forzava a fare sesso con lui
Stavano facendo a botte
quando lei cadde dal settimo gradino
E con la vista appannata, è rotolata giù
giù, giù e ancora più giù fino a che la sua vita non si è spenta
Era morta

Che gran dolore fu pensare
che era l’ultima volta che vedevo mia madre
E tutti continuavano a dire “va tutto bene”, “lui cambierà”
“le cose andranno meglio”
Mia madre è ora due metri sottoterra
e io non so cosa sente
Non può neanche sapere quanto mi manca
né vedere come sto crescendo male
e non c’è nessuno che mi dica “Ama, andrà tutto bene”

Sono stata stuprata più volte
Sono diventata una dannata
Mio fratello ora è un tossicodipendente
e io una ninfomane
perché non c’è nessuno con cui parlare
e nessuna madre da cui andare
Mio padre, mio padre è in prigione per droga
Se solo potesse capire la bellezza della resilienza
Se solo potesse capire la bellezza della resilienza
non soffrirebbe le conseguenze di questo seguito grottesco
‘Mi dispiace’ ora è soltanto una parola

Fidatevi, c’è stato un tempo prima delle guerre
un tempo prima delle cicatrici
un tempo in cui per lei lui non era che dolce e adorabile
un tempo in cui non si era accorta
del difetto della sua stella candente
C’è stato un tempo in cui lei era il suo mondo, la sua casa

Quando le promesse dovevano arare l’amore tra di voi
perché hai consentito a te stessa di essere così acerba?

Non voglio mai sposarmi… con un uomo come mio padre

Innamorarsi di un violento
è come vivere in un sacchetto di plastica
Ti sembra di avere abbastanza aria per respirare
ma sai per certo che morirai
Allora prenditi un momento e ricordati
che non c’è fretta per il matrimonio
Prenditi tempo per trovare te stessa
e migliorarti
Le relazioni e i matrimoni di successo
non prosperano di solo amore, ma di vera amicizia
Non voglio mai sposarmi con un uomo come mio padre

Questo lavoro mi è stato ispirato dai fatti accaduti nella famiglia di una cara amica.

***

Non voglio sposarmi mai (“Poema narrativo sulla violenza domestica”)
[I Don’t Ever Want to Get Married, di Maame Afia Konadu Sarpong]
Traduzione di Serena Piccoli

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