Madre natura

Stomaco vuoto, gola arsa
dolce melodia mattutina per sempre impressa nei nostri ricordi
non sento più profumi aleggiare nell’aria
né il canto degli uccelli che difficilmente scordi

Io, che un tempo ero appassionata di rose,
del canto orchestrale del romantico uccello,
io, che ammiravo la terra e le sue innumerevoli cose
quando il giardino era ancora magnifico bello.

Ricordo il mio tenero amore,
le sue carezze e i suoi baci d’amore,
vicino alle rocce scintillanti al richiamo del sognatore,
quando diceva che ero il suo dolce fiore.

Un amore paragonabile a quello del Titanic,
troppo romanzesco, era romantico,
da un momento all’altro, catturò la sensibilità del mio cuore,
così seducente che il mio cuore si capovolse dolcemente.

Stomaco vuoto, gola arsa
dolce melodia mattutina per sempre impressa nei nostri ricordi
non sento più i profumi aleggiare nell’aria
né il canto degli uccelli che difficilmente scordi

Ogni mattina, un mazzo di rose,
una passeggiata lungo questo fiume testimone del nostro amore,
una sosta nel nostro splendido giardino di rose
bastava a farmi sorridere per ore.

Era il nostro angolino, tutto per noi,
ci passavamo ora dopo ora,
mano nella mano, occhi negli occhi,
insieme, vi abbiamo costruito una dimora.

Conoscevamo ogni angolo e anfratto,
ogni lembo di terra dove la vita era bella,
ogni albero da frutto, come pagine di una novella,
avevamo tutto, non ci mancava nient’altro.

Stomaco vuoto, gola arsa
dolce melodia mattutina per sempre impressa nei nostri ricordi
non sento più i profumi aleggiare nell’aria
né il canto degli uccelli che difficilmente scordi

Oggi, tutto sembra improvvisamente sfocato,
sento la nostalgia aleggiarmi intorno,
nessun ruggito lontano,
nessun profumo nell’aria attorno.

Il nostro piccolo paradiso è diventato un luogo come tanti,
niente più Jasmine o Aladino,
niente più onde create dai venti,
il terreno è spoglio.

Gli uccelli al mattino non cantano più,
gli animali non banchettano più,
quel piccolo angolo di meraviglia è arido,
sembra che l’ozono non sia stato impavido.

Stomaco vuoto, gola arsa
dolce melodia mattutina per sempre impressa nei nostri ricordi
non sento più i profumi aleggiare nell’aria
né il canto degli uccelli che difficilmente scordi

Non ricevo più mazzi di fiori,
nessuna passeggiata romantica,
mi sento nostalgica
per la dolce melodia cantata in coro.

È così patetico, ma così patetico,
non sentire più la dolcezza dei fiori,
non vedere più quegli insetti migratori
vicino alle rocce come un quadro munifico.

Il mio tenero amore non viene più a trovarmi,
ora sono sola in questo deserto,
la sera non ci sono rose da offrirmi,
tutti gli alberi stanno morendo.

Stomaco vuoto, gola arsa
dolce melodia mattutina per sempre impressa nei nostri ricordi
non sento più i profumi aleggiare nell’aria
né il canto degli uccelli che difficilmente scordi

Vorrei che durasse per l’eternità,
che gli uccelli cantassero per sempre il nostro amore,
che le onde lo dipingessero con dignità,
che tutti intorno parlassero di noi.

Che il fiume scorresse come mai prima d’ora,
che gli alberi dessero frutti mai visti prima,
che la rugiada del mattino le nostre vite illuminasse,
che questo giardino esistesse e ci legasse.

Avrei tanto voluto avere fiori ogni mattino,
per annusarli e partecipare alla festa del creato,
purtroppo, quando la crudeltà viene a bussare,
non c’è lacrima che vi possa scampare.

Stomaco vuoto, gola arsa
dolce melodia mattutina per sempre impressa nei nostri ricordi
non sento più i profumi aleggiare nell’aria
né il canto degli uccelli che difficilmente scordi

*****

Traduzione di Marta Zonca

Link alla versione originale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *