Autoritratto

Questo è il ritratto di una donna che è nata nel dolore … e si strugge per cambiare… Una donna dalla bellezza ruvida… una non facile da prendere, nascosta dietro tutte le piccole beghe quotidiane… un tipo di donna ribelle… così ribelle da spingermi fuori dalle porte del paradiso… e con così tanti problemi da farmi biasimare da tutta la razza umana… una tipa come Eva… che si arrampica sull’albero proibito.

È il ritratto delle strofe che fluttuano dall’atrio sinistro alle dita dei piedi… e alla punta delle dita… le scritture poetiche create ad ogni ascesa e caduta del respiro… questo respiro è fatto per la poesia.

Le cose si riorganizzano nel mio petto quando la punta di una penna colpisce le budella di un taccuino…scoppiettanti, durevoli convulsioni di euforia… ho pensieri che danzano su muse musicali… alzo il volume… niente valium.

“Sono quello che sono quando sono” e io sono più io quando sono dietro un microfono perché solo un microfono aveva il potere di scatenare… il drago che sputa fuoco… ad ogni colpo… è una bestia dal cuore ruggente che brucia tutto nel profondo… lastricando strade ricoperte di lava… la voce è mattoni che costruiscono una fede sacra… guarda e credi… quelle stanze/strofe sconfiggono… tutto il male che puoi udire… canta con me… solo quando sei poeta non puoi mai essere debole… dillo che solo quando sei poeta tu non puoi mai essere debole…

Questo è il ritratto di una prescelta… l’incarnazione di una profeta… perché solo loro conoscono il potere delle parole… Certo, hanno combattuto battaglie, ma prima vennero le parole e poi le spade… e io non credo né a spade né a fucili… o AK47… le pallottole fanno correre la gente per salvarsi la vita mentre le parole le inducono a voltarsi ed ascoltare… questo è il tiro con l’arco della poesia…i poeti parlano con le loro armi.

E questo è il ritratto di una guerriera… non una in cerca di martirio… perché ho paura di morire con le poesie non dette intrappolate dentro … e io voglio che raggiungano ogni parte del mondo.Voglio trasformare la mia spina dorsale in ali fatte di lettere… e lasciare che il vento disperda le mie storie…

E scriverò per questa terra di cui le mie viscere hanno sputato l’ amore amaro … ma è un dannato fiume … che ancora scorre profondo nelle vene… e non c’è scampo da questa stirpe o da questa pelle o dalle colpe patriottiche… Scriverò dello stupro che è accaduto troppe volte e degli stupratori che hanno più scuse per violentare che le loro vittime per non reagire… Scriverò delle guerre che portano morti per i quali nessuno prega o di cui vuole parlare… e perché nessun uomo con la barba e con bandiere contrassegnate predichi una guerra… per quelle anime degne…

Scriverò… per le ragazze di 15 anni che usano i loro uteri troppo presto… scriverò… per tutte le volte che ci sentiamo come se le nostre voci non fossero udite… Non ho mai pensato che la mia voce potesse essere udita… ma stasera sono qui, sono in piedi  e faccio esplodere la lingua. Scriverò e scriverò finché imparerò ad amarmi pienamente… e finché sarò la prima ad essere fiera di me stessa…

Scriverò per la spina dorsale che è mia Madre… per il santo sudore che è mio Padre… per tutta la lotta delle mie sorelle… scriverò con ognuno dei miei nervi e delle mie ossa … scriverò anche se le mie mani tremano e le parole vengono meno… Scriverò per spezzare la maledizione… scriverò pregando il signore… scriverò  parole e le verserò fuori dalla gola… parole che baciano ogni difetto e ogni ferita… questa è la lotta che la mia lingua ha scelto… e la mia lingua non dimentica…

Questo è il ritratto della poeta… ispirato dal dolore… ispirato al cambiamento.

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Traduzione di Loredana Magazzeni

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