Canto della libertà di espressione

In onda live sui nostri schermi
Lontano dal gas lacrimogeno
Inalato per nostro conto
Da giornalisti e cittadini,
Professori che schiamazzano,
Pretendendo salari non pagati.

Sui nostri schermi assistiamo
A scazzottate in Parlamento
e ci domandiamo: crescerà mai la nostra democrazia?
Abbiamo il diritto di sapere
Non è un difetto permanente
Quando le parole scorrono
Possiamo evitare i colpi
Solo se rispettiamo la legge
Ricchi e poveri
Tutti hanno il diritto di parlare
E di essere ascoltati.

Libertà di parola
Di scegliere le opinioni
come gli anelli di cipolla
Sulla pizza
Perché anche le opinioni più
bizzarre meritano di essere espresse.

Osserva
Le folle davanti alle edicole
Che assaporano la possibilità di una lettura,
Stanno in piedi,
Le mani dietro la schiena
Come se qualcuno dicesse
“Togikwatako” (non toccare)
E se fossero talmente toccati
Da quello che hanno letto
Fino a star male
Con una voglia di affidabilità
Perché quelli che governano la città
Non hanno abbastanza civiltà
Abiriga non dovrebbe pisciare in strada
Gli uffici non dovrebbero essere il pigiama degli impiegati statali.
I taxi possono essere il pigiama
Di Ugandesi esausti che contano i successi
Di trent’anni di potere
Nel mio taxi
Dorme una donna
La bocca aperta, come se la lingua le si fosse congelata mentre faceva aahhh
È nell’abisso
Che risuona di ronfate poderose
“Stampa libera”
“Stampa libera”

Alcuni gioielli sono davvero rari
Come Joel,
E se la lingua ti si scioglie al suono delle sillabe di Bantu,
Yoweri;
In qualche modo,
L’Uganda vanta una parvenza
Di Stampa Libera
Non ha perso la faccia
Come altri Stati
Senza maschera mediatica.

I media sono una teiera panciuta
Pronta per essere tracannata
è piena di resoconti
Di servizi scadenti offerti
Al dispensario
Puoi svuotare il tuo dissenso
A una marcia di protesta

Se la tua tazza è piena di promesse
Mascherate in titoloni del tipo
“Archiviata la legge sui limiti di età”
“Annullato l’atto sugli abusi informatici”
Puoi svuotare la tua tazza nelle casse dell’erario
E obbedire diligentemente ai riscossori dei nostri centesimi.

Eppure l’Uganda è piena di contraddizioni
ruvide e disordinate,
Come i capelli afro della sua gente,
Si vanta dei termini progressisti della propria Costituzione
Poi si lamenta della perpetua mancanza di atti concreti;
Predica la libertà di espressione
Eppure chi dissente
viene imbavagliato e perseguitato.

***
Canzone della libera espressione [The Express Song, di Arinda Daphine]
Traduzione di Stefania Gliedman

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