Le mie parole

Tanti altri, prima di me, hanno pianto la mia terra e i suoi mali
Che temo che le mie parole rimarranno solo tali
Voleranno via come chi ha cantato e sensibilizzato
Nella speranza di vedere un giorno il nostro sogno realizzato

Ma queste parole sono il mio modo di cambiare le cose
Le dirò fino all’usura, finché la mia Africa non osi
Cambiare mentalità attraverso la riflessione
Evolvere da sola con coraggio e abnegazione

Farsi rispettare dal pianeta mettendo le armi a tacere
Ascoltare la gente, le loro lacrime asciugare
Per zittire chi dice che sotto i tropici la terra è maledetta
E provare il contrario a chi la descrive come una città interdetta!

Tanti hanno pianto sognando un’evoluzione
Tante suppliche quanti appelli alla rivoluzione
Per la mia terra così poco considerata così poco compresa
Trattata come accattona perché ha sempre la mano tesa

Non sono delusa dalla mia Africa ma da chi la maltratta
Da chi se ne fotte dell’attuale caos, da chi permise la tratta
Dai suoi capi istigatori di pianificazioni ciniche
Guidati da smanie di potere follemente diaboliche

La storia rischia di vanificare gli sforzi di Nelson Mandela
Se nessun africano fa lo sforzo di andare al di là
Giusto per spezzare la catena della nostra democrazia monarca
E mettere fine a questo ciclo infernale in cui ci imbarcano

Mai ci stanchiamo di accusare l’Occidente di esser fonte delle disgrazie peggiori
Di aver saccheggiato tutte le nostre risorse e beni di valore
Sprechiamo tutto il tempo a rinfacciargli il suo passato colpevole
Oscurando deliberatamente fino a che punto siamo responsabili

Di aver aperto le frontiere, appoggiato per il nostro stesso sfruttamento ogni azione
Venduto i nostri fratelli come schiavi e applaudito la loro deportazione
Tradito i nostri coraggiosi guerrieri che combattevano l’invasione
Invitato le nostre braccia più forti a candidarsi per l’emigrazione

Di restare inerti precipitando per questa esasperata china
Di incoraggiare una razza di politici professionisti della rapina
Di accettare di essere la discarica di chi ci impedisce di risvegliarci
Di comprare le armi di chi va in bancarotta se smettiamo di trucidarci!

Non sono delusa dall’Africa ma dalla sua classe dirigente
Solidale negli errori comuni alla loro politica scoraggiante
Che sperpera il denaro dello Stato per i capricci da sultano
E tratta le persone con disprezzo sovrumano

Questo popolo rintanato nel mondo dei divieti e della paura
Che crede a chi insiste che l’Africa è una terra di sventura
A forza di ascoltare radio e tv che martellano informazioni tragiche
Su questo continente in cerca di una tregua di alcune pause magiche

Povera Africa mia disgustata dal bere il sangue dei tuoi discendenti
Nelle tue grida silenziose, nella tua anima afflitta dai tormenti
Ma non diciamo che finché siamo vivi che c’è speranza di cambiare?
E quanto spero ancora, aspetto solo di vedere…

***
Le mie parole [Mes mots, di Amina Mèliane Bamba (Amee)]
Traduzione di Maria Luisa Vezzali

 
Link alla versione originale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.