Cittadini di una terra che non ho mai visitato,
questa regione ha una storia che non saprei raccontarvi.
Rifugiata di una guerra che ho sentito solo in lontananza,
che ha fatto versare molto sangue che ha irrigato le mie paure.
I miei timori, le mie gioie, i miei sentimenti sono l’inchiostro della mia penna,
Attanagliata dalla paura, l’inchiostro rosso si riversa senza fine.
I miei scritti ben nascosti sui fogli traboccanti di sangue,
Le mie mani color blu ciliegia, non sono che tracce.
La mia vita quotidiana, una serie NETFLIX di indagini senza investigatori,
O forse di giustizieri assistiti da vicino dai criminali.
Delusione dopo delusione, il cuore della mia città è letteralmente spezzato.
I nostri sogni fungono da calmanti: mi sono consapevolmente sovradosata.
Vivendo in una città in preda a conflitti sempre più antichi,
Nelle mani del chirurgo che è la vita che ci opera,
Lottiamo con tutte le nostre forze per non perdere i nostri punti di riferimento.
I nostri dolori sono in bella mostra, ma nessuno osa aiutarci a stare meglio.
Con o senza sedativi, nonostante le nostre ferite, andiamo avanti.
Il tempo le guarisce, il percorso ne lascia gli strascichi.
I nostri cuori, le nostre terre, i nostri corpi sono segnati da cicatrici profonde.
Abituati alla guerra, ne siamo un po’ praticanti amatoriali.
Prendiamo la pace come carriera, conflitti immotivati ci ostacolano.
Il nostro vessillo sventola, il martirio aumenta senza un perché.
Questi scritti sono in rosso poiché traggono ispirazione dagli ultimi battiti dei loro cuori.
Con una penna si può scrivere una storia, disegnare un mondo, riscrivere o ridisegnare il passato.
Con la mia, scrivo un futuro che sanguina perché, senza un po’ di sangue, il futuro sarebbe agonizzante.
Preferisco testi cadaverici a poetiche storie scritte con l’inchiostro del sangue dei miei fratelli.
Queste poche righe sarebbero portatrici di speranza
se i nostri cuori fossero in grado di passare oltre.
Il mio sogno: diventare una fiamma che riscaldi la fornace di questa nazione,
farla uscire da questo inverno infernale.
Voltare pagina in questa storia,
inscrivere a piè di pagina le lacrime che ci hanno forgiato.
Essere uno dei pezzi chiave del cambiamento,
Essere una voce, quella che conduce alla pace.
Per ora, posso solo offrire la mia penna,
Farne un “luogo sicuro”.
Forse con più penne impegnate, il Paese spiccherà il volo;
Sulle ali della poesia, una gioventù armata di conoscenza farà la differenza.
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[Su gentile concessione dell’autrice]
Traduzione di Marta Zonca
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