Dolce derivazione

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Ho perso la mia luce, fa che il Buon Dio mi rischiari.
Sono di cattivo umore, fa ch’Egli ascolti la mia preghiera.
Con voce un po’ rotta, canto
Nel buio, al ritmo di queste grida.
A volte ho infranto le regole, ma sono state loro ad abusare di me.
Scrivo questo breve testo perché le parole mi stuzzicano.
Tutti dovremmo fare ciò che è giusto o sbagliato,
In ogni caso, l’inferno è accessibile a tutti.
I demoni vivono sulla terra, siamo all’inferno?
Ieri ho baciato un angelo, siamo in paradiso?
E dire che sulla cima i giganti adorano il diavolo,
Mentre è Dio che solleva le montagne.
Lucidare il suo blasone accanto a quello del Creatore,
È questo l’equilibrio del mondo, il bene e il male?
Visto che entrambi sono soggettivi,
Quando faccio del bene a me stessa, non sono obiettiva.
Perdo la testa per decorare le mie spalle,
Guardo indietro osservando la scuola della vita.
A volte fisso lo specchietto retrovisore,
La tipa del passato non mi piace molto.
Voleva dirvi che si sente “bello”,
E non “bella” nella sua pelle.
Questo non la rende un ragazzo,
Solo una dea che è un po’ “un bel tipo”.
Ho sicuramente perso le mie virtù,
Un pervertito sparava, lo vedi?
Un proiettile conficcato nel mio essere,
Chiaramente, sono ancora viva.
Piena di proiettili, sono una mula?
D’acciaio, i vostri colpi non hanno effetto.
Un cuore di ferro rifugge il rifiuto,
Una furia frettolosa ma indecisa.
Fatico a scegliere, ci sono così tante opzioni,
Perché mi concentro sui vostri pareri?
In realtà, non ho alcun bisogno di sapere il perché del come,
Ma stupida come sono, a volte mi importa quello che pensate.
Sbaglio, lo so, ma quando sono triste, sola, disperata,
Mi affido ai vostri “perché”: “Perché lo fa?”
Non me ne vergogno, questo è certo, vorrei vivere la mia vita, non la vostra.
Pensate a me fin quando il tempo mi permetta di stare con me stessa,
Di calpestare le vostre opinioni, sventolare la bandiera dei miei desideri.
Abbracciare i miei difetti, i miei passi falsi, capire che fanno parte di me.
Fingere non attendermi nulla da voi mentre, quando parlo di me, parlo un po’ di voi.
Di ciò che abbiamo in comune, del fatto che ci diamo ragione quando feriamo le persone,
Visto che siamo gli unici a vedere dal nostro punto di vista.
Ci ostiniamo a convincere gli occhi altrui:
«Non hai visto che…»
Non hai visto che alla fine vi mando a fanculo.
Anche se ho l’impressione di essere indietro,
Vado avanti a marcia indietro.
Pensando che mi stia perdendo,
Mi dicono: «Il Nord è il punto di riferimento».
La bussola dei pensieri insensati
Mi guida nella direzione opposta.
Senza contare il grido della mia ragione che urla
Le loro lezioni di morale:
«Racelue, ti stai perdendo! »
Con lo sguardo vuoto di lacrime, non piango più, declamo.
Essi ascoltano l’eco dell’impatto delle proprie parole
Che attaccano la mia vita che io oggi trovo bella.
Questo stile da «bro» grazie al quale monto in sella,
Galoppo verso i miei sogni, costruisco il mio bel castello.

*****

[Su gentile concessione dell’autrice]

Traduzione di Marta Zonca

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