Umanità

Ho sentito il tuo grido, umanità
Quando l’umano timoroso e confuso
Ti ha ferita per la sua presunta serenità
Quando i tuoi solchi, ai confini, sono state confusi
E la tua pelle ripartita per avidità

Ho sentito il tuo grido, umanità
Quando, come un bottino, l’umano ti ha spartita
Quando la tua bellezza è stata macchiata da linee di divisione

Ho sentito il tuo grido, umanità
Quando lì dove vedevo vene, vasi sanguigni e nervi
L’umano ha visto paura
L’umano ha costruito punti di riferimento
L’umano ha posto barriere

Ho sentito il tuo grido, umanità
Quando l’umano vestito di complessità
Si è chiuso nei tuoi campi
E ha usato i tuoi fiori per farsi delle catene
Con il pretesto di sfuggire alla propria malvagità

Ho sentito il tuo grido, umanità
Quando l’umano ti ha ferita con quelle recinzioni di filo spinato
Quando ha tagliato il cordone credendo di impedire l’intrecciarsi del nostro sangue

Umanità, ho perso la bussola
Quando l’umano ha posto una barriera persino al cielo

Tra la mia lingua e la mia patria
Tra la nonna e la sua matria
Tra il mio sangue e il mio colore
Tra la mia casa e il mio cuore

Umanità, ho perso il mio Nord
Quando l’umano mi ha detto che ero del Sud
E al Sud mi han detto che venivo dal Nord
Vicino ai confini a Est
Sono quindi dell’Est o del Nord?
Dimmi come mi ritrovo a Sud

Umanità, ho perso i miei punti di riferimento
Quando l’umano mi ha detto di scegliere tra madre e padre
Quando mi ha trattata da mulatta
Quando ha avuto difficoltà a classificarmi

Umanità, ho perso la mia identità
Quando l’umano mi ha chiamato straniera nella terra di mia madre
Lascia la lingua mashi a Kabare
Tu non sei di qui, la tua pelle è troppo scura

Umanità, ne ho sofferto
Quando il mio piede è rimasto impigliato in quel filo spinato
Quando sono inciampata su quei muri e mi hanno respinta

Umanità, ne ho sofferto
Quando quella ferita mi ha costretta a letto
Quando mi ha impedito di vedere Mwassi e Mobali

Quando mi ha tenuta lontano dalla mia bambina
Quando mi ha impedito di sfamare la mia famiglia

Umanità, ancora oggi ne soffro
Perché quelle barriere mi hanno tolto il respiro
Perché quelle ferite non sono guarite
Non sono solo sulla tua pelle, sono radicate nelle tue vene, umanità
Perché sei ancora divisa.

*****

[Su gentile concessione dell’autrice]

Traduzione di Marta Zonca

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